E se fosse Ipotiroidismo?

E se fosse Ipotiroidismo?

Stanchezza, intolleranza al freddo, sonnolenza, stipsi ostinata, aumento di peso; tutti sintomi molto generici ed a prima vista aspecifici che spesso nascondono una causa comune: l'ipotiroidismo, condizione morbosa causata da carenza di ormoni tiroidei e conseguente rallentamento del metabolismo.

Secondo stime mediche si calcola che ben il 30% della popolazione italiana abbia un qualche problema alla tiroide: sebbene le donne soffrano più spesso di ipotiroidismo, l'uomo non è esente da tale problema. Nonostante tutto questo c'è scarsa attenzione al problema e spesso la diagnosi della malattia tiroidea viene effettuata casualmente, solo cercando di scoprire perchè, ad esempio, non si riesce a dimagrire.

Ci possono essere molte ragioni per cui le cellule della tiroide non riescono a produrre abbastanza ormoni: malattie autoimmuni, rimozione chirurgica di parte o di tutta la tiroide (se viene rimossa l'intera tiroide, si diventerà definitivamente ipotiroidei, se viene lasciata parte della ghiandola, questa potrebbe essere in grado di produrre abbastanza ormoni tiroidei da mantenere normali i valori del sangue), radiazioni, ipotiroidismo congenito (cioè presente fin dalla nascita), tiroiditi, farmaci (come il litio, l'interferone alfa possono impedire alla ghiandola tiroidea di produrre ormoni normalmente), troppo o troppo poco iodio (la tiroide deve avere iodio a sufficienza per poter produrre gli ormoni tiroidei; assumere troppo iodio, tuttavia, può causare o peggiorare l'ipotiroidismo), inefficace stimolazione ipotalamica.

Se si sospetta la presenza di ipotiroidismo si può confermare la diagnosi effettuando un prelievo di sangue per misurare la concentrazione di TSH. Questo ormone è prodotto dall'ipofisi e regola le concentrazioni di T3 e T4. Quando le quantità nel sangue di T3 e T4 risultano troppo basse, l'ipofisi, mediante il TSH, invia un segnale alla tiroide per comunicarle di lavorare più intensamente. L'aumento del TSH indica, quindi, che la tiroide è poco attiva e deve essere stimolata.

Purtroppo dall'ipotiroidismo non si guarisce, la buona notizia è che può essere tenuto completamente sotto controllo: viene curato sostituendo la quantità di ormoni che la tiroide non può più produrre in modo da riportare T4 e TSH a livelli normali; in pratica gli ormoni tiroidei, che risultano deficitari in tutti i casi di ipotiroidismo, vengono assunti con una semplice pillola.

Proprio perchè una delle conseguenze più evidenti dell'ipotiroidismo è un aumento di peso, molti si chiedono se esista un piano alimentare in grado di aumentare la funzionalità tiroidea e rendere così evitabile l'assunzione di farmaci a vita.

Purtroppo la risposta si riduce ad un semplice no, non esiste una dieta "anti-ipotiroidismo" in grado di compiere questa miracolosa impresa ed i farmaci rimangono i nostri migliori alleati.

Permangono alcuni importanti consigli che andrebbero comunque osservati: durante la terapia, sarebbe meglio evitare alcuni tipi di alimenti che tendono a rallentare la funzionalità dei farmaci, diminuendo le capacità di assorbimento dell'ormone. Ne sono un esempio gli integratori di ferro o di vitamine contenenti ferro, integratori di calcio, farina di semi di soia, idrossido di alluminio (o allumina), un antiacido popolare, sucralfato, una medicazione per l'ulcera nonchè inibitore della pepsina, alcuni composti per la riduzione del colesterolo, come la colesterolamina ed il colestipol. In genere, anche l'eccesso di fibre può ridurre l'assorbimento intestinale degli ormoni tiroidei sintetici; tuttavia, gli alimenti che ne sono ricchi risultano importanti per evitare problemi di stitichezza, comuni nelle persone che soffrono di ipotiroidismo: perciò sì al consumo di frutta e verdura, con l'unico accorgimento di consumarli 3 o 4 ore dopo l'assunzione del farmaco. Il ruolo della dieta nel trattamento dell'ipotiroidismo è perciò rivolto essenzialmente ad evitare possibili interazioni con i medicinali assunti.

Si parla spesso di supplementazione di iodio tramite integratori, ed alcuni li utilizzano a sproposito, non sapendo che anche un eccesso di tale elemento può causare danni alla tiroide; quando si parla di dieta ed ipotiroidismo è necessario evitare di generalizzare: dato che il disturbo riconosce diverse cause d'origine, diversa può essere la risposta alla supplementazione orale di iodio.

E' opportuno fare attenzione a non modificare le proprie abitudini alimentari sulla base del sentito dire o perchè si è letto qualcosa a riguardo, ma al bisogno è necessario affidarsi al parere di persone competenti.



Dott.ssa Pamela Paolani
Biologa

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